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COVER STORIA CORLO

Il Lago del Corlo, conosciuto come il fiordo norvegese made in Veneto, è un bacino artificiale nel comune di Arsiè (BL) con un passato perlopiù turbolento. Seguendo la lettura conoscerai la triste storia del Lago del Corlo che ha cambiato per sempre la vita degli abitanti della zona.

La conservazione della memoria storica locale e il recupero di questo luogo ha caratterizzato per secoli la vita degli abitanti e permesso di creare un’interazione tra passato e presente percepibile a occhio nudo.

Vediamo insieme le tristi vicende che gli abitanti della zona hanno dovuto sopportare.

LA STORIA DEL LAGO DEL CORLO

L’area un tempo era una verde piana in prevalenza agricola nota come piana del LIGONT , una zona ricca e fertile, quasi interamente coltivata a pannocchie e tabacco, attraversata dal torrente Cismon.

C’erano diverse vie d’accesso per gli abitanti delle montagne che volevano scendere a valle; stradine, sentieri, ponti e c’era ance il balanthòn, ovvero una teleferica che permetteva il traversamento del torrente. 

A metà del 1900 si iniziò a pensare alla costruzione di una diga sul torrente Cismon con lo scopo di creare un bacino artificiale per scopi idroelettrici, ma proprio la costruzione del lago stava minacciando la piana del Ligont e le sue contrade.

Questi paesini dovevano ancora riprendersi dalla Seconda Guerra Mondiale quando si trovarono davanti una “disgrazia” che avrebbe cancellato le loro fondamenta.  La popolazione ne era sconcertata ed era cosciente sia della vicina distruzione che degli effetti ambientali e socio-economici che avrebbe apportato.  Così venne creato un Consorzio con l’obiettivo di attuare degli interventi mirati per assicurare un futuro alla comunità: venne promesso loro la costruzione di strade, ponti adeguati e la costruzione di una fabbrica per portar lavoro ed energia elettrica gratuita.

Intanto l’edificazione del bacino artificiale portò lavoro per tutti i paesi della zona, richiamando braccianti sia dalla valle del Brenta fino a Bassano e dalla zona feltrina, aiutando così queste popolazioni a tirarsi su dalla crisi provocata dalla guerra.

Ma se la costruzione della diga portava lavoro dall’altro significava la distruzione delle contrade nella piana del Ligont.  Nel 1954 con l’edificazione della diga completata, vennero sommersi le contrade di Giuliat, Carrer, Caballu e Chiesa. 

Il borgo di Rocca venne colpito per metà e della vecchia parrocchia ad oggi si preserva solo il campanile.  Invece, Giuliat venne ricostruita in località Lavina ma le case, oltre a venir costruite in numero insufficiente, erano di pessime qualità, tanto che i tetti, sotto il normale carico di neve, si incrinarono. 

Così, terminati i lavori, oltre alle contrade smantellate, vennero cancellate anche tutte le promesse fatte alla comunità che si trovò obbligata a emigrare. Su ben 3000 abitanti, 2500 dovettero andare a cercare casa a fortuna da tutt’altra parte. 

Chi vi rimase si ritrovò nella “valle, nata con l’origine del mondo, con la sua vita, storia e cultura” ormai scomparsa, cancellata per sempre. 

Inoltre, con la costruzione del Lago del Corlo, la maggior parte delle borgate situate sulla riva opposta ad Arsiè vennero abbandonate, come per esempio il Borgo di Fumegai.

IL LIBRO DI FUMEGAI “OBLIVION: IL BORGO FANTASMA”

Per conoscere la storia, le leggende e le tradizioni di Fumegai ti consiglio di leggere assolutamente il libro OBLIVION: IL BORGO FANTASMA scritto da Marco De Mattia con la documentazione fotografica di Massimo ZanettI.

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IL LAGO DEL CORLO OGGI

Oggi il Lago del Corlo è una meta ambita per le vacanza estive sia da italiani che da stranieri, grazie alle tantissime attività che questo bacino artificiale offre!

cover cosa fare corlo

 

Se vuoi scoprire cosa fare al Lago del Corlo, leggi l’articolo cliccando qui.

 

 

 

cosa vedere al lago del corlo

 

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COVER FUMEGAI

 

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Ciao sono Giovanna, ti ringrazio di cuore per aver letto il mio articolo. Se vuoi scoprire di più su chi sono, clicca qui

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